UNA GRANDE FESTA DELL'UOMO

Un atto di amore e di fiducia nello sport e nell'uomo: quei mille ragazzi, a Rimini, significano che l'Associazione di promozione sportiva nelle comunità sta vincendo la sua scommessa. E il CONI con lei. La settimana del Raduno sportivo delle Comunità si è trasformata in una seconda grande festa dello sport, come e più di quella di Cassino del 1996. Dunque in una festa dell'uomo: senza agonismi eccessivi, ma con l'intento principale di confrontarsi gli uni con gli altri, di verificare le proprie capacità e valorizzare i propri impegni quotidiani nell'allenamento.

Tutto questo infatti è lo sport. E tutto questo rappresenta - in concreto - la sua funzione sociale, il contributo che può dare al miglioramento della qualità della vita, il suo enorme valore anche dal punto di vista della solidarietà. Senza dimenticare che la pratica sportiva può avviare un processo di formazione complessiva, fisica, psichica, culturale. A questo punto rinnovo il mio fervido augurio all'Associazione affinchè riesca ancora di più a sviluppare e intensificare il suo inpegno per coinvolgere nella pratica sportiva gli ospiti di tutte le comunità del nostro Paese.

Mario Pescante
 

Abbiamo vissuto serenamente la settimana a Rimini, io e la mia comunità. Come partecipanti a una grande festa, non abbiamo vinto nulla. Un pò di delusione c'è stata, c'eravamo allenati per vincere. Però in queste occasioni non è poi così importante vincere.

Maglie stese ad asciugare, colori diversi: il 9, il 7, il 14, gli altri numeri sul dorso. Un paio di guanti da portiere tenuti da due mollette. Ragazzi che corrono nel boschetto e sulle stradine sterrate. La pelle lucida di sudore.

Chi sa amare la vita - ha aggiunto Mogol - può cogliere le emozioni più intense guardando un fiore o sentento l'odore del mare. Mare come quello di Riminib - ha concluso Don Mazzi. (nella foto Mogol e Mario Lavezzi in basso Don Mazzi).